tempi morti del tm

04/07/2014

 

Il Premium Price dei Tempi Morti del Temporary Manager

 

In questi mesi sto vivendo il particolare periodo (normale per un Temporary Manager) di zona grigia tra un incarico e l’altro. Periodo fertilissimo in termini di networking e formazione, ma inevitabilmente pregno di (creative) incertezze ed ansie per quello che riserverà il prossimo futuro.

 

In un recente articolo del sole 24 ore (link) si fa riferimento ad uno studio dell’Osservatorio sul temporary management di Michael Page, uno dei più famosi headhunter a livello mondiale. Egli afferma che un Temporary Manager è pagato in media il 10% in più rispetto ad un manager che sviluppa la stessa attività ma con un contratto permanente. Lo studio prosegue giustificando questa maggiorazione, il ‘premium price’, come premio alla flessibilità.

 

Mi sono confrontato con il mio network di colleghi: risulta normale vivere un vuoto di 3-5 mesi tra un incarico all’altro, quando questo dura più di un anno ed impegna tutta la settimana lavorativa.

 

Poniamo dunque come caso standard un incarico di 18 mesi full time ed un gap di quattro mesi tra un incarico e l’altro. Otteniamo che il 22% del tempo il TM lo trascorre senza percepire stipendio.

Ecco dunque che un TM risulta più pagato del 10% (secondo lo studio di Michael Page) se la si vede dal punto di vista dell’imprenditore, ma meno pagato del 12% rispetto ad una carriera di management  tradizionale rispetto al punto di vista del TM stesso.

 

Aggiungiamo poi che rispetto a un manager tradizionale, il TM si pone intense sfide che deve affrontare in un tempo molto limitato rispetto al management tradizionale.

 

Un’intensità che, alla fine dell’incarico, viene applicata anche ai ‘tempi morti’ tra un incarico e un altro. E’ infatti un momento di profonda autoanalisi dei propri punti di forza e debolezza. Inoltre, i frequenti patti di non concorrenza obbligano a dover cambiare sempre settore e quindi è necessario prepararsi ad affrontare nuovi mondi, ricchi di opportunità ma anche di rischi.

Per ultimo, il periodo di stop coincide con un intenso check della validità ed onestà del proprio network che a volte riserva piacevoli sorprese, ma anche dolorose e necessarie prese di coscienza dell’ovvio elemento opportunistico che anima il network stesso.

Tutto questo rende la personalità del TM e il suo percorso professionale particolarmente ricchi di elementi emozionali che, uniti ai requisiti di capacità di analisi costruiscono una figura di particolare spessore.

 

Sta al Temporary Manager saper trovare l’imprenditore che capisca e necessiti di tale spessore e che dunque metta a disposizione un meritato Premium Price.
Comunque sia al Temporary Manager rimane almeno la soddisfazione del valore aggiunto che la “precarietà per scelta” fornisce in termini di crescita personale e professionale!